Tancredi è una barbara grande e grossa che si atteggia a studiosa: porta occhialini da sapiente e sfoglia bestiari che non capisce, a volte al contrario. Di solito è calma e flemmatica, e gioca con la sua accetta facendola roteare come un martello; quando la pazienza finisce, ripone gli occhiali in tasca e va in furia. In combattimento spazza via gli avversari con lo scudo prima di affondare l’accetta, o l’ascia a due mani.
Nel Kraken Crawl è lei ad accorgersi dei barili marchiati con una fiamma dietro il bancone del Witherspoon, e a tentare invano di scavalcare il bancone per raggiungerli. Al Nebelbach porta un barile da centocinquanta chili allo yithiano per fargli mollare l’oste, poi se lo fa seguire all’aperto con un altro barile; lì la creatura le fa vivere per un istante lo scambio di corpi in un museo degli anni Venti, e poi le riversa in testa visioni così terribili da lasciarla rannicchiata a terra. Fallisce il Greenstein a metà, ma lo finisce lo stesso. Nonostante tutto è l’unica ad arrivare sobria in fondo al giro, e il Nostromo le consegna il boccale della birra infinita, che lei prova immediatamente sui compagni.